Racconto erotico

L’attesa

 

L’una è già passata da un bel po’, sono sdraiata sul mio letto sempre troppo grande e freddo da quando tu non ci sei più nella mia vita.

Mi giro sul fianco, completamente nuda sotto la camicia da notte di seta nera, proprio come piaceva a te,  e fisso il cellulare nell’attesa di un messaggio che non arriva mai.

Mi sento inquieta, mi rigiro nel letto, non riesco a trovare una posizione che mi permetta di riposare e non pensare più… non pensare più a te…ma risulta impossibile ed i ricordi scorrono veloci come titoli di coda nella mia mente.

Ricordo ancora i tuoi occhi e le tue mani su di me… solo sfiorando la mia pelle riuscivi a provocare brividi senza fine.

Ricordo la tua bocca scoprire i miei angoli più nascosti e farmi provare piaceri mai conosciuti.

Riesco a sentire ancora il tuo profumo, l’odore della tua pelle, il tuo sapore … mi perdevo delle ore a gustare ogni angolo di te.

Riesco ancora a distanza di mesi a riprovare esattamente le stesse emozioni e mi sento travolta dal desiderio per te, ti voglio, ogni singola parte del mio corpo ti desidera ed è un desiderio malato che non mi permette di andare avanti .

Sento i miei umori scivolare lungo  le mie gambe e vorrei soltanto che tu fossi qui nel mio letto a goderti lo spettacolo di me abbandonata  alle tue mani che cercano di prepararmi al piacere prima di penetrarmi con forza, senza togliere neanche per un attimo i tuoi bellissimi e profondi occhi su i miei e gridarmi che sono tua, solo tua e per sempre tua, e lo grido anch’io, perché è la pura e semplice verità!

Sono soggiogata da te!

L’immagini sono nitide dentro la mia testa.

Te sopra di me che stringi i miei seni tra le tue mani e mordi i miei capezzoli dolcemente, così dolcemente da farmi emettere un lieve e gradevole gemito.

Ti facevano impazzire i miei sussurri ed i miei gemiti, mai troppo eccessivi e sempre carichi di passione.

Ti faceva impazzire la nostra intesa, quando bastava un solo sguardo per capirsi, per sapere esattamente cosa volessimo l’uno dall’altra.

Eppure io ho sbagliato e non mi do’ pace per questo, troppo poco ho parlato senza mai dirti tutto ciò che avevo nel cuore, fingendo una non-calanche nel sesso che non mi appartiene,  fingendo che non me ne importasse nulla che tu partissi… ho finto di essere una persona che non sono  solo per paura di perdere quel poco che mi davi,  senza capire che  ti avrei perso comunque.

Ormai le lacrime prendono il sopravento su tutto, perché mi riesce sempre più difficile liberarmi del peso che il tuo ricordo ha sul mio cuore, sulla mia testa;  troppo radicato dentro me.

Con la vista ancora appannata dalle lacrime , riguardo il cellulare, nessun cenno di te.

Il mio desiderio per te è ancora vivo dentro di me … forse anche troppo…

E so che non dovrei più aspettarmi niente da te, che la nostra storia è chiusa per sempre, ma il cuore non vuole arrendersi e spera ancora, aspetta, nel tuo ritorno.

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